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La storia dell' Aloe Vera e del suo impiego

aloe vera papiro ebersTutte le culture, sin dai primordi, hanno usato le piante che trovavano nel proprio ambiente, osservando e sperimentando, per scoprire il loro potenziale curativo e per migliorare il proprio standard di vita. Si può affermare che probabilmente l’ALOE VERA è la pianta più usata nella storia di tutta l’umanità, trovandosi presente per migliaia d'anni nel prontuario farmacopeico di ogni popolo che l’aveva a disposizione. In questo modo c’è stata tramandata, di generazione in generazione, una vasta conoscenza di incalcolabile valore sull’uso, le proprietà, le preparazioni e, cosa più importante, gli effetti di un uso breve o lungo per la nostra salute. Negli ultimi decenni, specialmente in America e in Russia, è stata fatta una vasta ricerca scientifica per stabilire le basi farmacologiche dell’Aloe Vera. In tutto il mondo è conosciuto come aloè, con variante aloès, aloe, pianta ricca di linfa medicinale, della famiglia delle liliacee (aloe succotrina, aloe humilis, aloe perfoliata, aloe vulgaris, aloe Arborescens, aloe vera o barbadensis, aloe ferox, ecc.), simile all'ananas, però più piccola. Le sue foglie sono spesse e seghettate. Appena toccate da un oggetto tagliente, emettono un liquido viscoso (simile alla bava -baba in portoghese- che esce dalla bocca del bue quando mastica granoturco, radice di manioca o un oggetto duro: per questo la gente chiama l'aloe "babosa" -babosa in portoghese), con un forte odore caratteristico, di colore verdastro, viscoso, molto amaro. Nei paesi di lingua spagnola, la pianta è conosciuta come savila, con innumerevoli varianti. Il termine aloé viene dall' arabo. Passando attraverso il greco e latino, dall'arabo è arrivato fino a noi, per dare un nome scientifico alla pianta. Originariamente significa "amaro e brillante o trasparente" perché, quando la buccia viene rimossa, il gel che ne esce assomiglia ad un blocco di ghiaccio lavato. Le foglie di questa pianta possono variare per grandezza, dai venti ai sessanta centimetri, secondo le qualità del suolo, della presenza o no di acqua e della sua esposizione al sole. Dal centro della pianta esce un virgulto, la cui estremità è coperta di fiori, con colori che vanno dal bianco fino al giallo, secondo le innumerevoli varietà. I fiori sbocciano tra la fine della stagione. Le foglie grosse, carnose, quando arrivano a maturazione entrano nella composizione del nostro preparato. Se riuscissimo a sollevare leggermente la buccia verde (cioè la parte esterna) di una foglia, ne vedremmo spuntar fuori una parte carnosa, flessibile, flaccida, simile, nel colore, a un cubetto di ghiaccio che sia stato lavato per un po', lucido, trasparente come un pezzo di vetro bagnato.

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