Le proprietà della Barbadensis Miller

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Le foglie della pianta di Aloe Vera contengo un gel, che ha grandi proprietà benefiche sulla vita degli uomini e degli animali, in questo sito troverai tantissime informazioni utili a conoscere l'Aloe Vera ed apprezzarne le qualità strabilianti del gel di Aloe Barbadensis Miller.

Proprietà curative

La proprietà curativa è costituita dagli innumerevoli principi attivi e nutrimenti di cui è costituita la pianta stessa a partire dalla presenza di Mucopolisaccaridi ovvero quegli zuccheri complessi racchiusi nel gel interno della foglia tra i quali spicca l' Acemannano, gli Antrachinoni racchiusi nella buccia, Vitamine e gli oltre 150 componenti attivi quali sali minerali, gli aminoacidi, acidi organici, fosfolipidi, enzimi, saponine e lignine. Grazie alle sue proprietà è usato come Agente Antinfiammatorio, Agente Rigenerante, Agente idratante, Agente anti-invecchiamento ed è incredibile la sua adattabilità. Il gel ha anche funzioni disintossicanti, se assunto oralmente il gel di aloe vera, agisce come purificante in maniera dolce sull'apparato digerente e penetrando nel tessuto cellulare, elimina le cellule morte della pelle, aiuta a rigenerare la crescita di quelle nuove e favorisce la salute dei tessuti accelerando la guarigione.

I nostri consigli

Guarire naturalmente

Oggigiorno nonostante le medicine chimiche siano molto efficaci, il loro uso prolungato comporta complesse interazione con altre sostanze e farmaci tali da causare spiacevoli effetti collaterali, di conseguenza molti medici e ricercatori di tutto il mondo attraverso le tecnologie più moderne, continuano a studiare la pianta dell'aloe per capire come il lavoro sinergico dei componenti nutrizionali contenuti nel gel della pianta apportono enormi benefici sulla vita dell'uomo e degli animali, senza generare alcun effetto collaterale negativo. Nel 1959 la Food and Drug Administration sanci' ufficialmente le proprietà terapeutiche dell' aloe vera. Con studi approfonditi si è scoperto che l' Aloe's Barbadensis Miller ha la capacità di aiutare le cellule dell'organismo a risolvere il problema in maniera autonoma e definitiva, quindi si può affermare che il gel dell'Aloe Vera non agisce sul sintomo ma sul problema vero e proprio. 
Composizione chimica dell'Aloe Vera PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Composizione chimica dell'Aloe Vera
Polisaccaridi: Acemannano
Gli Antrachinoni
Vitamine
Sali Minerali
Aminoacidi
Enzimi
Lignina
Saponine
Steroli
Tutte le pagine

Come ben spiega Bill Coats, l'analisi completa di una pianta cosi complessa quale è l' aloe vera, non può essere concepita come un fatto circoscritto, ma è piuttosto un processo lungo che si va perfezionando con il passare del tempo e che, di tanto in tanto, presenta alcuni elementi nuovi. I procedimenti di laboratorio usati per analizzare le proprietà chimiche delle piante, solitamente sono pensati proprio per trovare ciò che si sta cercando, in questo modo i risultati delle analisi sono condizionati e limitati dal metodo di ricerca stesso. Cosi diversi metodi generano risultati diversi e la ricerca va via via assumendo le sembianze di un puzzle, al quale di tanto in tanto si aggiungono nuovi pezzi, ma nel caso della nostra aloe vera il quadro è ancora ben lontanto dall'essere completato. Il primo elemento individuato nell'analisi dell'aloe vera fù l'aloina, identificata già nel 1851 e considerata allora come la sostanza più importante fra quelle contenute dalla pianta di aloe vera, sebbene l'uso medico fosse limitato, e continuasse a esserlo per quasi cento anni, alle sue proprietà lassative. A seguito della scoperta dei dottori Collins, realizzata nel 1934, l'aloe mostrava una considerevole efficacia per cose ben più importanti dai semplici disturbi intestinali. Cosi, nel 1983, i chimici Copia e Gosh identificavono i principali ingredienti dell'aloe vera nella: aloina, emodina, acido crisofanico, resina, gomma e tracce di oli volatili e non volatili. Tuttavia la prima descrizione dettagliata dei componenti dell'aloe vera la dobbiamo ai dottori Tom D. Rowe e Lloyd M. Parks, che nel lavoro A Phytochemical Study of Aloe Vera Leaf, da loro pubblicato nel 1939 sul Journal of the American Pharmaceutical Association, affermavano che nella scorza dell'aloe vera erano stati rintracciati gli enzimi ossidasi e catalasi, carotene e betacarotene, zolfo e fenoli mentre nella polpa erano stati isolati gli enzimi amilasi e ossidasi oltre all'ossalato di calcio.

Tanto le analisi di Rowe e Parks quanto ai successivi studi di G.A. Bravo e Maria Luisa D'Amico, erano incentrati principalmente sulla scorza, poichè si credeva che in essa fossero concentrate le proprietà curative della pianta di aloe vera. Gli studi di Bravo e D'Amico approfondirono le ricerche nelle proprietà antibiotiche degli antrachinoni presenti nella scorza delle folgie dell'aloe vera. Scoprirono che, cosi come avviene per gli antibiotici sintetici, gli antrachinoni dell'aloe vera isolati possono risultare tossici, mentre in combinazione con tutti gli altri componenti naturali della pianta dell' aloe vera perdono completamente la loro tossicità. La ricerca del principio attivo dell'aloe vera era già iniziata e per il momento era diretta verso gli antrachinoni. Un passo molto importante fu compiuto nel 1951, quando i dottori Ikawa e Niemann scoprirono che la mucillagine interna della foglia della pianta dell'aloe vera, era composta sostanzialmente da polisaccaridi. Già allora era noto che questo tipo di zuccheri stimola la crescita dei tessuti sani. Poco a poco andò prendendo corpo l'idea che forse la polpa dell'aloe vera e in particolare i polisaccaridi fossero i principali resonsabili delle qualità terapeutiche della pianta dell'aloe vera. I dottori El Zawahry, Hegazy e Helal, nel già menzionato lavoro sulle proprietà dell'aloe vera nel trattamento dell'ulcera cronica pubblicato nel 1971, attribuivano alcune qualità curative agli antranoli ma sottolineavono che secondo la loro opinione il principale agente attivo risiedesse nei polisaccaridi mucillaginosi. Nel 1968 il dottor Gunnar Gjerstad, dell'università del Texas, molto interessato all'aloe vera, si dedicò allo studio dei costituenti minerali dell'aloe vera e della loro possibile azione come agenti curativi. Gjerstade il suo collaboratore Bouchey trovarono che i principali elementi inorganici presenti nell'aloe vera fossero: calcio, cloro, sodio, potassio, magnesio e manganese, ma osservarono che nessuno di questi poteva essere identificato come il potenziale responsabile dei suoi effetti "miracolosi". Successivamente focalizzarono la loro attenzione sugli aminoacidi, osservando che la pianta dell'aloe vera ne conteneva 18 dei 22 aminoacidi presenti nel corpo umano! I due ricercatori trovarono che in un cucchiaio di polpa di aloe vera conteneva più di 75 diversi componenti chimici di quantità uguali o superiori al milligrammo. In seguito analizzarono il suo contenuto vitaminico rintracciando Vitamina B1, Niacina, Viitamina B2, Vitamina B6, Colina. Gli sviluppi tecnologici, affiancati negli ultimi trenta anni alle ricerche di laboratorio, hanno fatto si che i pezzi di questo puzzle, scoperti e analizzati, fossero sempre più piccoli, eppure si continuano a scoprirne di nuovi.