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Già nel 1939 un professore di radiologia alla facoltà di medicina della Virginia, curò con la aloe un paziente di 54 anni che soffriva di una grave ulcera alla bocca. Dopo avergli cauterizzato un tumore, lo avevano sottoposto a radioterapia e raggi X. trattamenti che le avevano procurato una malattia alle gengive che avevano reso necessaria l'estrazione di tutti denti.
Tre mesi dopo l'ultimo trattamento di radiazioni, la parte destra della lingua e della mucosa boccale presentava un'enorme ulcera di più di 5 cm di diametro tanto che l'osso della mandibola era rimasto scoperto, procurando paziente dei dolori terribili. Così si iniziò curarlo con polpa di allo è appena estratta dalla foglia. Il paziente tenne la aloe liquidi in bocca fino a 13 ore al giorno per due mesi lavandosi la bocca con il sale dopo ogni applicazione. Già dai primi momenti dolori smisero di torturarlo presso la grandezza dell'ulcera iniziò ridursi. Dopo 10 settimane non ne rimaneva traccia. A metà degli anni 60 dopo la pubblicazione sul Texas Dental Journal di un articolo che è diventato poi un classico, aloe, panacea or old wives tale, un numero sempre maggiore di dentisti del Texas iniziarono utilizzare la polpa di aloe e prodotti a base di aloe per curare diversi problemi alla bocca nei loro pazienti. Il dottor Bell, nel 1977, affermava che dopo aver utilizzato per nove anni il gel stabilizzata di Alan per curare gengivite, ulcere boccali, vesciche e herpes simplex, poteva assicurare che la sua efficacia uguale e in alcuni casi superiore a quella dei prodotti farmaceutici esistenti a quei tempi. Da parte sua il dottor Stuart Wallace, in una relazione datata 1975, raccontava di aver curato con gel stabilizzata di altre, con buon esito, più di 100 casi di gengivite, 23 casi di stomatite, 50 casi di ulcere boccali e periodontite e più di duecento casi di herpes simplex. Le relazioni dentisti texani sull'aloe sono entusiastiche e abbondanti. Il dottor Paul Carrington, dichiara di aver curato con l'aloe più di due 1600 casi, tutti riusciti, fra cui 200 casi all'anno di periodontiti. Importanti studi fatti recentemente in America dimostrano come l'aloe riduce il dolore, il sanguinamento infiammazioni e che allo stesso tempo è un potente battericida, antivirale è funghicida che confrontato con trattamenti tradizionali, moltiplica per quattro la rapidità della cura. Tutto ciò senza applicare alcun altro medicamento è oltre la polpa di aloe che, inoltre, non presenta alcun tipo di tossicità. Gli autori citano inoltre uno studio realizzato da Walter Reed Hospital in cui si dimostrò che l'aloe combatte il tartaro poiché inibisce la crescita e l'esistenza dello Streptococcus mutants, responsabile della sua formazione.
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